Descrizione
Sommmmario 1.
Introduzione. 2. I disturbi di personalità nel DSM-5. 3. Implicazioni per la Perizia in ambito canonico.
Summary 1.
Introduction. 2. Personality disorders according to DSM-5. 3. Implications for the expert Report in Canon Law field.
1. Introduzione
«Che la comportamentalità umana – e pertanto conoscenza e volontà (e quindi Consenso) – possa essere disturbata o alterata da specifiche patologie connesse alla fisiologia generale di un soggetto è cosa acquisita da secoli e la Scienza medica – anche forense – ha ormai assestato una buona quantità di elementi di riferimento in merito, tanto diagnostici che clinici. Cosa ben diversa accade davanti a persone clinicamente sane ma le cui condotte – generali o specifiche – evidenzino almeno serie difficoltà soprattutto nel gestire i reali “contenuti” della propria volontà. Lo sviluppo negli ultimi cinquant’anni degli strumenti nosografico-descrittivi su base statistica (cfr. DSM) ha certamente offerto importanti chiavi di lettura di quest’ampia fascia problematica che si estende tra la patologia vera e propria e l’equilibrio maturo e consapevole. Non di meno ciascuno ‘funziona’ poi a modo proprio in base alla struttura della personalità, biografia e convinzioni interiori che lo caratterizzano e contraddistinguono individualmente, sottraendolo in parte o assoggettandolo maggiormente ad una serie – soprattutto – di dinamiche che ne condizionano anche in modo radicale le capacità o tipologie discrezionali o volitive coinvolgendo altre aree esistenziali quali quella affettiva e quella spirituale»2.
Il passo citato dal testo introduttivo ai lavori della IX Giornata canonistica interdisciplinare rimanda all’esigenza di individuare degli strumenti utili a valutare i profili della personalità degli individui, ponendo l’accento sullo studio intensivo del caso singolo, piuttosto che su quelle pratiche nomotetiche volte ad espletare una funzione diagnostica più consona alle pratiche squisitamente psichiatriche. Inoltre, viene proposto un rinvio a quella popolazione di individui che, pur essendo sani, possono presentare delle specifiche che ne compromettono la discrezionalità di giudizio e/o le capacità matrimoniali. Tutto questo nell’ambito del Diritto canonico rimanda all’annosa questione dell’immaturità affettiva mentre nell’ambito del DSM rimanda in primis ai criteri ed agli strumenti utili alla valutazione dei disturbi di personalità.
In ambito canonico, le categorie nosografiche del sistema DSM sono considerate come una delle basi scientifiche per diagnosticarli, così come per valutarne l’impatto sulle capacità matrimoniali. In relazione a questo ultimo punto Barbieri, Luzzago e Musselli3 hanno sottolineato come alcuni disturbi di personalità (ad esempio quelli schizoide e schizotipico) possono determinare un grave difetto nella discrezione di giudizio circa i reciproci diritti/doveri matrimoniali (cfr. Can. 1095, 2), mentre in generale, tutti i PD (= disturbi della personalità) elencati nel “DSM-IV-TR”4 possono essere alla base di un giudizio di incapacità ad assumere e mantenere gli oneri coniugali (cfr. Can. 1095, 3). A fronte di questi nessi, apparentemente dati per scontati fra “categorie diagnostiche” da una parte e “incapacità giuridiche” dall’altra, è necessario ricordare come non vi sia nel Diritto canonico una correlazione automatica fra diagnosi di qualsiasi disturbo mentale e sue conseguenze sul piano giuridico. Il rischio di tale automatismo sarebbe quello di togliere agli individui con disturbi psichici tutte le capacità residue che sono invece considerate come sempre presenti, anche se non necessariamente sufficienti all’esercizio dei doveri coniugali. All’opposto l’assenza di disturbi conclamati non necessariamente significa il raggiungimento di un sufficiente livello di maturazione sul piano affettivo ed interpersonale, condizione necessaria all’assunzione di responsabilità coniugale. Perciò, nella valutazione peritale, viene innanzitutto richiesto di evidenziare il modo in cui la malattia (nel nostro caso i disturbi di personalità) possa aver compromesso quelle capacità ritenute indispensabili per una scelta responsabile e per un adeguato svolgimento della vita matrimoniale anche a prescindere dalla presenza o meno di una diagnosi conclamata.
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