Descrizione
Editoriale
Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova» (Ger 31,31). Tutti noi abbiamo in mente le parole profetiche con cui Geremia annuncia tempi nuovi per il popolo martoriato dalla guerra e dall’esilio. A maggior ragione noi lettori affezionati a Parole di Vita, che lo scorso anno abbiamo letto insieme proprio Geremia ed Ezechiele. Anche l’autore anonimo della lettera agli Ebrei, nella seconda parte del suo scritto, attinge molto al testo di Geremia; basta pensare che al c. 8 riporta per intero Ger 31,31-34, regalandoci la più lunga citazione dell’Antico Testamento presente in uno scritto del Nuovo Testamento. Il tema dell’alleanza, ovviamente, gli sta a cuore. Lo vediamo già dall’ottavo capitolo, un capitolo di passaggio, in cui viene enunciato il tema che poi sarà sviluppato nei capitoli successivi (Paolo Garuti): spargendo il suo sangue sulla croce, Cristo inaugura un culto nuovo. Tutto l’apparato cultuale descritto nei libri del Pentateuco è solo una “figura” imperfetta, limitata; «Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta» (Eb 9,11; cf. Giuseppe De Virgilio). Anche Tiziano Lorenzin lo sottolinea, leggendo Eb 10: Gesù Cristo con il suo sacrificio inaugura la nuova alleanza, nella quale i peccati sono eliminati una volta per sempre e l’uomo può finalmente avere libero accesso a Dio. Il testo della lettera agli Ebrei non è di facile lettura; per di più, non siamo troppo familiari al culto del tempio di Gerusalemme e molti dettagli ci sfuggono o ci annoiano. Ma con il c. 11 il registro cambia, torniamo su un terreno a noi più vicino: l’autore della lettera ci offre una rassegna dei personaggi biblici che sono esempi di fede, o forse è meglio dire, “pellegrini della fede” (Guido Benzi). Lasciamoci coinvolgere dalle storie evocate, una dopo l’altra, con ritmo incalzante. E quando poi arriveremo a leggere il c. 12, accogliamo l’invito a immaginare uno stadio, con noi che siamo gli atleti e sugli spalti questa nube di testimoni del passato che fa il tifo per noi (Carlo Broccardo). Non è secondario il riferimento agli altri credenti, che ci accompagnano nel nostro cammino di fede. La conclusione della lettera, infatti, ci ricorda che il vero culto cristiano è fatto di amore al prossimo e allo straniero, distacco dal denaro, perseveranza nella fede (Giacomo Violi). È un tema molto caro alla predicazione di papa Francesco, quello con cui si chiude il capitolo 13: seguite Cristo fuori dall’accampamento! A conclusione del nostro percorso attraverso la lettera agli Ebrei, due articoli di teologia biblica ci aiutano ad approfondire in primo luogo il testo difficile di Eb 8,13, in cui sembra che l’alleanza antica sia destinata a scomparire (Donatella Scaiola), e poi il tema del sacerdozio proprio a partire da Ebrei (Giuseppe De Virgilio). Entrambi gli articoli non si soffermano solo sul testo, ma anche sulle varie interpretazioni che ha avuto lungo la storia. Prima della consueta «vetrina biblica», in cui possiamo trovare la presentazione di un libro sulla lettera agli Ebrei e di altri titoli di recente pubblicazione, la rubrica «Bibbia on the web» (Annalisa Guida) ci porta questa volta sui siti e sulle applicazioni di archeologia e geografia biblica. Il «laboratorio biblico» (Valentino Bulgarelli) è centrato sulla prospettiva della mediazione; l’«apostolato biblico» sull’inculturazione (Dionisio Candido). Per concludere con l’«arte» (Marcello Panzanini), che in realtà ha dato inizio alla nostra lettura attraverso la copertina, tratta dai mosaici della basilica di San Vitale a Ravenna. Buona lettura dunque, a nome di tutta la redazione.
Carlo Broccardo





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