Descrizione
La fede non concerne, dal punto di vista formale, la sola ortodossia. Essa va inseparabilmente agganciata all’ortoprassi, ovvero all’adesione della libertà alla verità della rivelazione data nella forma della persona storica di Gesù, il Cristo.
Leggendo i Vangeli si resta a prima vista sorpresi dal fatto che i primi attestatori della figliolanza divina di Gesù siano nientemeno che i demoni. Essi si rivelano in tal modo come esseri capaci astutamente, tra l’altro, di non negare a parole la verità su Dio, bensì di piegarla per i propri egoistici interessi! Scrive l’autore del Vangelo più antico:
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse (Mc 3,11-12).
Per questo motivo Agostino di Ippona sosteneva che il «credere in Dio» inteso come adesione personale a Dio o come movimento verso Dio, fosse superiore al «credere che Dio esista»1. Paradossalmente, i demoni “conoscono” prima e meglio degli uomini che Dio esiste, ma non sono (più) capaci di amarlo, ovvero di seguirne l’esempio di una donazione estrema priva di tornaconto personale. Nella concezione biblica, il diavolo («colui che disgrega») è quell’essere incapace di interconnettere amore (agápe), fede e conoscenza (cf. 1Gv 4,7b-8). La conoscenza di Dio, e quindi la fede del discepolo, crescono nella misura in cui cresce in lui l’agápe. È questa l’unica via per la “divinizzazione” dell’uomo che eviti di cadere nella tentazione di «essere come Dio» (cf. Gen 3,5).





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