Descrizione
Sommario
Il saggio traccia le coordinate della manifestazione del sacro in base a una fenomenologia ormai consolidata e collaudata. Dapprima si mette in luce la difficoltà di parlare del sacro, data la sua presenza/assenza nell’ambito dell’esperienza religiosa iscritta nella coscienza umana. Il metodo fenomenologico aiuta a capire come la manifestazione del sacro resti essenzialmente tra due sponde invalicabili: la presenza e, nello stesso tempo, la sua «eccedenza» che non permette mai una qualche presa di possesso. In un secondo momento si presenta una descrizione della manifestazione del sacro come si può ricavare dalla storia delle religioni. Il sacro si mostra, si offre nella storia, basta saperne cogliere le «sporgenze» a partire da vari fenomeni: le pietre, il monte, l’albero cosmico, ecc., a partire dai luoghi «numinosi» e dalla luce che emana: i profeti, i veggenti, gli sciamani hanno colto quella luce. Le modalità antropologiche di darsi del sacro sono ancora più significative: l’uomo «resta sconvolto»: le visioni, i miracoli, le trances, le estasi sono forse le testimonianze maggiori dell’invisibile nel nostro mondo di oggi come di ieri





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