Descrizione
Alessandro Pilo
L’APOCALISSE DI GIOVANNI:
IL VOLTO SEGRETO DELL’AUTORE
Annalisa Guida
LE SETTE CHIESE D’ASIA
Dionisio Candido
L’AGNELLO IN PIEDI, COME MORTO
Francesco Piazzolla
I QUATTRO CAVALIERI:
UNA STORIA SEMPRE ATTUALE?
Luca Pedroli
LE TRE DONNE DELL’APOCALISSE
Claudio Doglio
LA TEOLOGIA DELLA STORIA
SECONDO L’APOCALISSE
Alessandro Cavicchia
L’APOCALISSE APOCRIFA DI GIOVANNI
Giorgio Bonaccorso
APOCALITTICA E LITURGIA
BIBBIA E SCUOLA
Marco Tibaldi
I romanzi apocalittici: Nel paese delle ultime cose
di Paul Auster
PER SAPERNE DI PIU
Marcello Panzanini
Una primizia dell’esegesi: Sull’Apocalisse
di Vittorino di Petovio
RILETTURE
Valeria Poletti
E se gli zombie fossimo noi?
APOSTOLATO BIBLICO
Fabio Pizzitola
Parola e sinodalità. I cantieri di Betania: le diaconie
VETRINA BIBLICA
ARTE
Marcello Panzanini
Già e non ancora. Il polittico dell’Agnello mistico
di Hubert e Jan van Eyck
EDITORIALE
Racchiude tanti misteri quante sono le sue parole: cosi potremmo tradurre il celebre commento di Girolamo che, nella sua lettera a Paolino di Nola sullo studio della sacra Scrittura, diceva dell’Apocalisse: Tot habet sacramenta quot verba, cantando le lodi di uno scritto che nelle singole sue parole racchiude svariatissimi sensi. Con il quinto fascicolo del 2023 Parole di vita si concentra finalmente sull’opera neotestamentaria che ha dato il nome al genere di scritti cui l’annata e dedicata. L’ultimo libro del canone biblico cristiano ha avuto una tormentata storia di accettazione, soprattutto nella chiesa orientale, a motivo della sua dubbia origine apostolica (e molte riserve le nutri anche Lutero); ma, una volta accolta, costante negli elenchi dei libri canonici rimase la sua posizione ultima, come capitolo conclusivo che nell’amen finale del dialogo tra l’Agnello e la sua sposa (22,20) fa da chiusa ideale a un dialogo tra Dio e il mondo iniziato in Gen 1,3, agli albori della creazione. Potente fucina di immagini, scene e simboli che – anche frutto di uno straordinario saccheggio dei libri profetici, e non solo – hanno improntato di se i linguaggi artistici fino all’epoca contemporanea, generando anche numerose opere pseudoepigrafiche (come l’Apocalisse apocrifa di Giovanni presentata da Alessandro Cavicchia), l’Apocalisse resta un’opera la cui lettura suscita difficolta e sgomento e che facilmente si presta a misinterpretazioni, come conferma la storia della sua ricezione. Abbiamo cercato, quindi, di offrire ai nostri lettori e alle nostre lettrici alcune coordinate essenziali per comprenderne lo scopo comunicativo e la visione teologica, partendo dai numerosi interrogativi sull’identita del profeta-“io narrante” Giovanni in esilio a Patmos e del vero autore del libro (Alessandro Pilo) nonche dal contesto geopolitico che tanto peso assume nella strutturazione della sua prima parte (2,1–3,22), quella delle cosiddette lettere alle sette chiese d’Asia (Annalisa Guida).





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