Descrizione
Interrogato provocatoriamente dai farisei sulla fine dei tempi, Gesù aveva risposto: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!» (Lc 17,20-21). Nel tempo in cui le prime generazioni cristiane attendevano il ritorno del Risorto, queste parole del Maestro dovevano suonare come una consolazione ed un ammonimento. All’attesa spasmodica e disordinata della fine bisognava imparare a sostituire una lettura sapienziale del qui ed ora (cf. Lc 12,54-57): l’ossessione per la fine doveva cedere il passo al discernimento tra vera e falsa fede, tra spiriti buoni e cattivi, tra luce e tenebra.
Quelli che possono essere definiti gli scritti apostolici del Nuovo Testamento sembrano rispondere, tra l’altro, proprio alla preoccupazione di una lettura sapienziale della storia delle comunità cristiane e del mondo alla luce del Vangelo. Attingendo alla vita di Gesù e all’insegnamento degli apostoli, le prime generazioni della Chiesa danno vita così ad una vera e propria “grammatica del discernimento”, che dal canone scritturistico arriverà fino alla migliore agiografia cristiana.





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