Descrizione
«All¿origine delle cure palliative, che si sono sviluppate in Italia a partire dagli anni ¿80 del secolo scorso [¿], sta la consapevolezza della necessità di una vera rivoluzione culturale in ambito sanitario. Il consistente prolungamento dell¿età media di vita, con un forte incremento della popolazione anziana [¿], ha notevolmente accresciuto il numero di malati terminali, spingendo all¿assunzione di opposti (e scorretti) comportamenti, quello dell¿accanimento terapeutico o quello dell¿abbandono. Il superamento di questo grave e pericoloso dilemma va rintracciato nell¿adesione a una tipologia di cura che non si propone di guarire sottoponendo il paziente a interventi invasivi e del tutto inutili [¿] ma si rapporta in misura proporzionata alla sua situazione, prestando attenzione alla peculiarità e alla globalità del suo vissuto personale e ricuperando a tutti i livelli la dimensione relazionale, nonché sostenendo sul piano psicologico, morale e spirituale la sua persona. È evidente ¿ e Mirabella lo mette bene in luce ¿ che tutto ciò suppone [¿] un concetto di salute non riducibile alla semplice terapia fisica e la restituzione di significato alla sofferenza e alla morte, facendole uscire dallo stato di rimozione ed evitando di assumere nei loro confronti comportamenti ispirati o a una accettazione passiva o alla presunzione di poterle radicalmente sconfiggere» (dalla Prefazione di Giannino Piana).





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