Descrizione
EDITORIALE
“FELICE DI ESSERE…”
di Teresa Francesca Rossi
“Made me happy to be Anglican!”: “Mi ha fatto sentire felice di essere Anglicano!… ”. È stata questa la gioiosa affermazione di un collega che commentava una recente solenne celebrazione nella cattedrale di Westminster presieduta da Sua Grazia l’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. Un’affermazione che è rimasta come una eco nella mia mente, poiché mi aveva colpito lo spontaneo e salutare orgoglio della propria appartenenza confessionale, che invece forse tendiamo a vivere con pudore, più attenti al sentimento ecumenico che rende prudenti e, se necessario, critici nell’esaminare espressioni della nostra vita ecclesiale di forte sapore confessionale. Questi pensieri sono riaffiorati, con ancor maggiore intensità, proprio durante la visita dell’Arcivescovo di Canterbury a Roma, nei giorni del 10 e 11 marzo 2012, occasionata dalla celebrazione dei mille anni della fondazione del Monastero di Camaldoli. L’intero evento è stato segnato da momenti importanti: di indubbia valenza ecumenica è stata la celebrazione dei vespri con Benedetto XVI presso la Chiesa di san Gregorio al Celio, chiesa particolarmente significativa per l’Anglicanesimo in quanto da questo luogo partì, alla volta dell’Inghilterra, il gruppo di monaci inviati da papa Gregorio Magno per predicare il vangelo, tra i quali Agostino, che sarebbe divenuto il primo Arcivescovo di Canterbury; altro appuntamento di rilievo è stata la dotta conferenza sulla connessione fra ecumenismo e valori del monachesimo, che ha visto la stessa chiesa gremita di un pubblico assai eterogeneo, seguita poi, in serata, dalla visita al Monastero di Montecassino, ultima tappa di un impegnativo week-end.





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