Descrizione
Per circa dieci anni, a partire dal 1973, Francesco Somaini sostituì gli attrezzi da scultore con la carta fotografica per rendere più incisiva e persuasiva la sua battaglia contro il decadimento delle città e dei territori sotto la pressione di un’industrializzazione selvaggia e di una speculare gentrificazione dei borghi storici.
“Il fotomontaggio – sosteneva – ha una forza di impatto sul pubblico che gli deriva dalla fotografia e dalla supposizione di verità che circonda, nell’opinione comune, la fotografia stessa per cui la manipolazione che incide su codesta credibilità acquista un più forte valore provocatorio”.
Con tale convinzione si applicò a praticare l’arte del fotomontaggio sulla metropoli americana per eccellenza, New York, e sulle città d’arte italiane, come Mantova e Venezia: un itinerario complesso che si concluse all’alba degli anni ottanta con gli straordinari “controprogetti” per Duisburg, di cui sono esposti in mostra e qui documentati disegni inediti di particolare rilevanza.
Questo libro intende riproporre la “questione” Somaini a un pubblico che, mezzo secolo dopo, ha strumenti e sensibilità affinati a comprendere le sue visioni secondo una prospettiva ambientalista che reclama spazio alla Natura in formule non stereotipate e innovative.





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