Descrizione
Editoriale
Con il quarto fascicolo di questa nostra annata abbiamo decisamente preso velocità. Per la lettera agli Ebrei, infatti, ci sono stati necessari due fascicoli interi; per la prima lettera di Pietro, invece, ne è stato sufficiente uno; e ora un solo fascicolo basta e avanza per la seconda lettera di Pietro, la lettera di Giuda e la lettera di Giacomo. Tre in un colpo solo. Non è che ci siamo stancati e abbiamo iniziato a correre via veloci; è solo che sono tre scritti molto brevi. Basta che pensiamo alla lettera di Giuda, che è composta appena da 25 versetti! 2Pietro, Giuda e Giacomo sono tre lettere brevissime e praticamente sconosciute a molti dei nostri lettori (senza offesa!), per cui vogliamo esortarvi con forza: provate a leggerle, almeno una volta! Troverete uno stile particolare e alcune novità interessanti. Troverete tre scritti tutt’altro che banali e – questa è la nostra speranza – concorderete con noi che valeva la pena spenderci un po’ di tempo.La lettera di Giuda è una specie di “volantino antieretico”, uno scritto breve ma intenso che ha come scopo principale quello di difendere la comunità da un gruppo di miscredenti. I toni sono molto accesi e le immagini dure, perché qui si tratta di arginare ed emarginare alcuni che hanno preso tangenti pericolose e inculcano idee sgangherate; vivono senza una morale, sono licenziosi e presuntuosi, come animali senza ragione, affamati di guadagno, sobillatori, adulatori…La seconda lettera di Pietro, nel suo nucleo centrale, ha temi molto simili; si presenta come il testamento spirituale di Pietro (o come un discorso di addio dell’apostolo) e con l’annuncio tremendo della fine del mondo vuole mettere in guardia i fedeli perché non si lascino ingannare dagli empi (Claudio Doglio). Leggendo il capitolo secondo della 2Pietro ci soffermeremo in particolare su un testo significativo per la dottrina dell’ispirazione della sacra Scrittura e sul rapporto di tale lettera con gli apocrifi del Nuovo Testamento (Francesco Bargellini); il capitolo terzo invece ci porterà a riflettere sulla parusía, cioè sul ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi. Se il Signore ritarda non è perché si è dimenticato di noi o – peggio ancora – perché non ci sarà nessuna parusía; ma perché è paziente e ci lascia tutto il tempo necessario alla conversione (Giuseppe De Virgilio).La lettera di Giuda e la seconda lettera di Pietro sono così simili che gli studiosi si interrogano su quale delle due abbia “copiato” l’altra; invece la lettera di Giacomo fa corpo a sé, distinguendosi da entrambe. Nel corso della storia è stata spesso maltrattata, perché presenta una teologia apparentemente in contrasto con le lettere di Paolo ai Galati e ai Romani; in realtà non c’è nessuna contrapposizione, ma solo due punti di vista ugualmente validi (Valdo Bertalot). Talora è stata emarginata perché apparentemente troppo semplice, di poco spessore; ma si tratta anche in questo caso di un’apparenza che inganna (Carlo Broccardo). Leggeremo, per accorgercene, la riflessione sul rapporto con la ricchezza, in cui Giacomo si mostra ricco di riferimenti biblici e teologici che non a caso hanno dato origine a molteplici interpretazioni nell’epoca dei Padri (Donatella Scaiola). Concluderemo il nostro percorso di lettura con quanto Giacomo scrive a proposito della sapienza, dimostrando di non essere un cattedratico ma un credente intelligente e concreto al tempo stesso: la sapienza per lui non è una visione del mondo e delle cose, ma uno stile di vita mansueto, coerente con la fede in Dio (Tiziano Lorenzin).A questi articoli di introduzione e approfondimento del testo biblico si affiancheranno come d’abitudine le nostre rubriche: l’«inserto» staccabile sul tema della speranza (Serena Noceti e Stefano Dommi); il «laboratorio biblico» sul rapporto tra fede e opere (Valentino Bulgarelli); «Bibbia on the web» con alcuni suggerimenti su Bibbia e arte (Annalisa Guida); l’«apostolato biblico» sulla lectio divina (Dionisio Candido) e, infine, ricordandoci la concretezza di Giacomo, «Bibbia e arte» su Le sette opere di misericordia di Pieter Brueghel il giovane (Marcello Panzanini).





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