Descrizione
Sintesi
Il contributo vuole tratteggiare il profilo della teologia pastorale di Sergio Lanza, sostanzialmente segnata da una duplice caratteristica. Da una parte essa si pone nell’orizzonte conciliare e recupera la nozione di soggetto ecclesiale, aperto all’ascolto della Parola. La cifra della teologia della rivelazione attribuisce, cosí, all’impianto teologico della visione pastorale di Sergio Lanza un marcato primato della Parola, al cui servizio il soggetto ecclesiale si pone. Dall’altra parte emerge, poi, l’importanza della prassi, non come luogo applicativo della teoria, ma come orizzonte di genesi e di vitalità di essa. La teologia pastorale trova in questo duplice riferimento la via per un ripensamento del suo statuto epistemologico, fecondo e ricco di implicazioni per l’agire ecclesiale.
Parole chiave:
Teologia pastorale; Azione ecclesiale; Teologia della rivelazione; Concilio Vaticano II
Abstract
The article traces the profile of the pastoral theology of Sergio Lanza which is identified through a double character. On the one hand it stands within the horizon of the Second Vatican Council and recovers the notion of the “ecclesial subject”, who is open to hearing the Word. Thus, the theology of revelation contributes to the theological foundation of the pastoral vision of Sergio Lanza a marked primacy for the Word at whose service the ecclesial subject is found. On the other hand one finds the importance of praxis, not in the sense of a locus for the application of theory, but as the horizon of its genesis and vitality. Pastoral theology finds in this double reference the way toward a rethinking of its epistemological status, rich with implications for ecclesial action.
Keywords:
Pastoral theology; Ecclesial action; Theology of Revelation; Vatican Council II
_____________________________________
Era un assolato pomeriggio di ottobrata romana, quel 15 ottobre del 1973, quando al seminario Lombardo incontrai per la prima volta Sergio Lanza. Il suo portamento elegante, spigliato, interessante, attirò da subito la mia attenzione. Ne nacque un’amicizia che ha reso comuni e condivisi tanti passaggi delle nostre biografie. Dico questo soprattutto per mettere in chiaro che proprio il legame di amicizia costituisce la prima e più importante titolarità a questo mio parlare su di lui, oggi, mentre la comunità accademica della sua università gli dedica meritato riconoscimento.Tratteggiare il profilo della sua teologia pastorale non competerebbe di certo a me, che non sono teologo pastoralista. Ma l’intensità del confronto con Sergio Lanza, la condivisione in molta parte di visioni teologiche, come anche quelle inevitabili differenzazioni di percorsi, di modalità e di stile fanno da substrato per poter abbozzare uno schizzo che si regge più che altro su quello che Antonio Rosmini era solito chiamare “conoscenza amativa”.Per fare questo mi servirò di due vettori che ritengo utili per recuperare la tela di fondo dell’impegno teologico di Sergio Lanza e il suo posto nel panorama teologico più recente. E – per chiudere questa premessa – devo anche dire che la scelta della dicitura “chiesa in azione”, come suona nel titolo, vive di due nessi, l’uno sincronico, l’altro diacronico, che andranno ad emergere dal mio dire.
[…]





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.