Descrizione
L’uomo, artefice della propria vita, è il parametro di riferimento attorno al quale ruota il progetto artistico di Nino Longobardi per la Reggia di Caserta. Ciascuno di noi ha in questa vita un proprio tempo. Il vuoto o il pieno con cui riempiamo il corpo che custodisce il nostro essere dipende dal valore che attribuiamo alla vita stessa e al significato che conferiamo alle azioni che quotidianamente compiamo, una dopo l’altra. Se le azioni saranno vuote di pensiero, saremo “scheletri” senza sostanza già prima della fine del nostro tempo.
L’invito di Nino Longobardi è quello di riempire di significato il tempo presente – il qui e ora – per dare senso alla vita e andare oltre la morte. Una rinascita quotidiana, prefigurazione di un passaggio verso l’eternità garantita dalla memoria di chi, continuando a vivere dopo di noi, ricorderà e custodirà il significato del nostro agire.
L’esposizione è ispirata dal legame forte tra la Reggia di Caserta e Nino Longobardi, che si riconnette alla collezione Terrae Motus, lascito testamentario al museo del gallerista napoletano Lucio Amelio. Della rassegna, donata alla Reggia di Caserta nel 1993, fa parte anche un’opera dell’artista, il grande dipinto su tela Senza titolo (1983) esposto negli Appartamenti reali.
Sommario
Nino Longobardi alla Reggia di Caserta
Tiziana Maffei
Nino Longobardi. L’angoscia dell’artista stimola creatività provocante
Tomas Arana
Il volto nascosto
Angela Tecce
“Chi vive del tragico lo deve sussurrare e non dichiarare”.
Intervista a Nino Longobardi
Olga Scotto di Vettimo
Catalogo delle opere
Elenco delle opere





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