Descrizione
Balthasar parte dalla constatazione che lo studio di Kierkegaard su Il concetto dell’angoscia del 1844 sia il primo e ultimo tentativo di trattare il tema sul piano teologico. Scritto agli inizi degli anni ’50, il volumetto di Balthasar denuncia una caduta di moda del discorso sull’angoscia, ma a un tempo rileva che non si è dileguato il senso di paura, abbandono e solitudine, come se l’angoscia avesse avuto partita vinta al punto da non essere più menzionata. Ma l’angoscia provata da Cristo, tra l’ora sesta e l’ora nona, è una rivoluzione epocale, in favore di tutta l’umanità e permette all’angoscia dell’uomo di divenire feconda di vita. «Nessuno è così disarmato ed esposto come il santo davanti a Dio, nessuno perciò è così pronto anche a venir inondato da ogni angoscia; eppure è questa la quintessenza di ogni coraggio e di ogni armamento (donato da Dio)».





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