Descrizione
“Ora, per quanto in certa misura ciò possa suonare singolare, affermiamo che l’occhio non vede nessuna forma, in quanto sono solo chiaro, scuro e colore a stabilire insieme ciò che distingue un oggetto dall’altro e le parti di un oggetto dalle altre. Sulla base di questi tre aspetti costruiamo il mondo visibile rendendo così contemporaneamente possibile la pittura, capace di creare sulla tela un mondo visibile assai più compiuto di quanto possa essere quello reale. L’occhio deve la propria esistenza alla luce.”
J. W. Goethe, La teoria dei colori, 1810
Il mito della nascita dell’arte tramandatoci da Plinio e quello della conoscenza narrato da Platone s’incentrano entrambi su uno stesso concetto: l’ombra di un corpo proiettata su una parete. Secondo Plinio la pittura nacque quando qualcuno tracciò per primo l’ombra di un essere umano, mentre Platone spiega cos’è la conoscenza tramite l’allegoria di un uomo prigioniero in una grotta, dove non può vedere che ombre. In entrambi i casi, fondamentale è la luce. Attraverso un excursus tra le opere delle Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, il volume indaga l’importanza della luce, elemento chiave di ogni rappresentazione. Nei secoli la luce ha assunto molteplici significati: dall’oro delle icone bizantine al chiaroscuro nel Rinascimento, dall’uso simbolico nelle opere di Caravaggio alla scomposizione cromatico-retinica della pittura impressionista che porterà alle ricerche astratte, fino all’età contemporanea, che farà della luce l’oggetto dell’opera stessa.





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