Descrizione
Sommario
La fenomenologia della «visione di Dio» nell’Antico e nel Nuovo Testamento è assai ricca e istruttiva. L’articolo ne ripercorre il lessico, analizzando i diversi verbi che esprimono il «vedere», per poi passare in rassegna le grandi teofanie bibliche, in particolare nell’esodo, nei profeti e nel salterio, per esaminare poi il tema nei Vangeli e nell’Apocalisse. Ne emerge una dialettica tra rivelazione e nascondimento, tra un Dio che nessuno ha visto, eppure si rivela nella persona del Figlio. Ma il vedere fisico potrebbe ingannare oppure rimane cieco davanti all’irrompere misterioso del divino: per questo il vedere biblico richiede anche l’ascolto e il dialogo, cioè l’esperienza di un rapporto personale tra l’io umano e il tu divino.





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