Descrizione
La figura di John Henry Newman ha goduto di una
certa notorietà in Italia a partire dalla sua alquanto
recente beatificazione, proclamata da Benedetto XVI
nel settembre 2010 durante il suo viaggio in Inghilterra.
Un aspetto che ha fortemente caratterizzato il
suo pensiero è il rapporto tra fede e ragione, nonché
la ragionevolezza della fede. Ed è proprio l’analisi del
rapporto tra fede e ragione che rappresenta una delle
costanti nella sua riflessione, nonché un efficace
punto di riferimento per comprendere questo Autore.
Tuttavia non si comprenderebbe il pensiero di Newman
se non si tenesse conto del grande problema che
lo appassionò per tutta la vita e al quale riuscì a
dare risposta: quello della giustificazione razionale
della fede del semplice credente, ovvero il problema
della certezza. In lui c’è consapevolezza che è possibile
dare un assenso ragionevole alla fede cristiana, che
rivendica un’origine soprannaturale e presenta delle
verità che trascendono l’intelletto umano.
…ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori,
pronti sempre a rispondere a chiunque
vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto… (1Pt 3,15)
Introduzione
Se volessimo con una frase riassumere la grande personalità
umana e culturale nonché lo stile di vita del
beato cardinale John Henry Newman (21 aprile 1801
– 11 agosto 1890), non troveremmo di meglio che
quella succitata. Difatti, l’intento centrale del suo pensiero è
la giustificazione riflessa e metodica della razionalità della fede
cristiana del semplice credente1.
La figura di John Henry Newman ha goduto di una certa
notorietà in Italia a partire dalla sua alquanto recente beatificazione,
proclamata da Benedetto XVI nel settembre 2010
durante il suo viaggio in Inghilterra. Dietro questa felice ricorrenza
molte sono state le pubblicazioni d’occasione, atte a divulgare
l’opera e la figura del cardinal Newman, la cui vicenda
di convertito e la cui produzione culturale hanno, in Italia, un
pubblico ancora modesto. Eppure vi sono testi e ricerche che
non nascono specificamente per questa occasione e che hanno
il merito di scandagliare in profondità la proposta culturale
del convertito oxoniense, facendone emergere l’originalità
e fecondità teorica oltre che la vasta conoscenza teologica e
storica. Ultimamente, invece, stiamo assistendo a un interesse
notevole circa lo studio dell’opera di Newman che ha visto in
quest’ultimo periodo considerevoli pubblicazioni. E crediamo,
come evidenzia Callegari, che «uno dei motivi che hanno portato
alla recente rivalutazione del pensiero di Newman è stata
la crisi contemporanea della idea di scienza derivata appunto
dal sistema newtoniano»2.
Sicuramente, quindi, molto è stato scritto su questo eminente
pensatore e scrittore, come qualcuno l’ha definito, apologeta,
teologo, poeta, sacerdote, educatore, giornalista, polemista, storico.
Newman è una personalità intellettualmente talmente poliedrica
e ricca di sfaccettature che non è possibile sintetizzare
il suo pensiero filosofico, teologico, apologetico, storico in un
sistema unitario. Non è possibile perché il suo stesso modo di
procedere non è mai stato sistematico, ma si è sempre lasciato
guidare dagli avvenimenti interiori ed esterni.
Il nostro intento, quindi, non sarà quello di fare una trattazione
sistematica ed esaustiva di questo singolare Autore, peccheremmo
di presunzione, ma di evidenziare un aspetto che ha
fortemente caratterizzato il suo pensiero: il rapporto tra fede
e ragione, nonché la ragionevolezza della fede. Ed è proprio
l’analisi del rapporto tra fede e ragione che rappresenta una
delle costanti nella sua riflessione, nonché un efficace punto
di riferimento per comprendere questo Autore.
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