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Concilium – 2018/1 – Cristianesimi asiatici

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Descrizione

 

Sommario

Daniel Franklin Pilario – Felix Wilfred

Huang Po-Ho, Editoriale. Cristianesimi asiatici:

incontri postcoloniali

Abstracts


I. Cristianesimi asiatici

 

1. Cristianesimi asiatici: letture postcoloniali

 

1.1 Felix Wilfred, Cristianesimi e teologie asiatici

attraverso la lente del postcolonialismo

I/ Un’istantanea

II/ Un monito: la sepoltura frettolosa del colonialismo

III/ Decostruire la rappresentazione eurocentrica

del cristianesimo asiatico e riconoscere il suo carattere

e il suo modus operandi che sono peculiari

IV/ Oltre l’universale e il particolare, guardare al singolare

V/ Una critica postcoloniale dell’inculturazione in Asia

VI/ La strada ecumenica postcoloniale delle chiese asiatiche:

verso il postdenominazionalismo

VII/ Gettare una rete ecumenica più ampia

VIII/ Conclusione: teologie asiatiche e Concilium

 

1.2 Jose Mario Francisco, Rivendicare il cristianesimo

come asiatico

I/ Liberarsi dalle prospettive distorcenti

1/ Il cristianesimo come minoranza

2/ Il cristianesimo come coloniale

3/ Il cristianesimo come estraneo

II/ Verso la rivendicazione del cristianesimo come asiatico

1/ La comparsa del soggetto cristiano asiatico

2/ La valorizzazione del cristianesimo asiatico vissuto

3/ Traduzione e dialogo in nome della cattolicità

 

1.3 Pablo Virgilio David, Una lettura postcoloniale

di Gal 3,28

 

1.4 Marie-Theres Wacker, Approcci postcoloniali

a Gal 3,27-28 per una varietà del cristianesimo in Asia 64

I/ Ricordi

II/ Lingua

III/ Ebraismo

IV/ Schiavitù

V/ Genere

V/ Conclusione

 

2. Teologie della liberazione e teologie femministe:

incontri asiatici

 

2.1 Diego Irarrázaval, La liberazione dell’America del Sud

alimentata dal cristianesimo asiatico

I/ Sollecitudini fondamentali

II/ Ricerche all’avanguardia

III/ Priorità interconfessionali

IV/ Paradossi postcoloniali

 

2.2 José M. De Mesa, La dominazione linguistica

in teologia I/ Il predominio dell’inglese: un’esperienza vissuta

II/ Gli effetti residui delle colonizzazioni spagnola e americana

III/ Il linguaggio come luogo di contestazione

IV/ Una formazione teologica occidentale

V/ Reinterpretare da una prospettiva filippina: un esempio

 

2.3 Linda Hogan, Etica interculturale femminista:

colloquiare con l’Asia

I/ Dalla prima analisi femminista in teologia

alla critica postcoloniale

II/ La sfida da affrontare: sempre più

pluralismo e interculturalità

III/ L’onere del rappresentare

 

2.4 Agnes M. Brazal, Immagine femminile di Dio

e leadership delle donne in Ciudad Mistica de Dios

I/ Introduzione

II/ Ciudad Mistica: informazioni di base

III/ Una lettura contrappuntistica

IV/ Ciudad Mistica come religione ibrida

V/ Simbolismo divino ed etica

VI/ Dialogo sulla leadership delle donne

 

2.5 Stefanie Knauss, Percepire l’Altro e il Divino

attraverso esperienze incarnate

I/ Introduzione

II/ Teologia estetica come teologia aistetica

III/ Teologia estetica e aistetica in Asia

IV/ Conclusone: il significato teologico del gustare,

dell’odorare, del toccare

 

3. Dialoghi interreligiosi e tra fedi diverse in Asia

 

3.1 Huang Po-Ho, Il dialogo tra fedi diverse

nei contesti religiosi asiatici

I/ Una profonda religiosità e le sfide che pone all’Asia

II/ Il dialogo: interreligioso o fra diverse fedi?

III/ Il proselitismo e il cristianesimo asiatico

IV/ Il dialogo fra fedi diverse nei contesti asiatici

V/ Conclusione

 

3.2 Thierry-Marie Courau, La mano che ascolta.

Essere in dialogo con le tradizioni asiatiche

Introduzione

I/ La chiesa, sacramento di salvezza

II/ Il dialogo della salvezza

III/ La via singolare del Buddha

Conclusione

 

3.3 Jojo M. Fung, Incontri postcoloniali

con le religioni indigene

per la pace e l’armonia ecologica

I/ Introduzione

II/ Un cambiamento di paradigma negli incontri postcoloniali

III/ Trattative di pace in mezzo alle contese

IV/ Sostenibilità sacra: una strategia negoziale per la pace

1/ Sostenibilità sacra: un senso mistico vissuto e incarnato

2/ Sostenibilità sacra: una rete sacra di interdipendenza

3/ Sostenibilità sacra: un costume e un cammino di vita

V/ Conclusione

 

II. Forum teologico

 

1. Ramon Echica, Profetizzare o non profetizzare:

è questo il dilemma?

I/ L’attivismo della chiesa filippina in passato

II/ La profezia al tempo del presidente populista Duterte

III/ Conclusione: la profezia autentica

 

2. Eliseo Mercado, Soffia un vento nuovo che modella

nuove piattaforme per il dialogo interreligioso

 

III. Rassegna bibliografica internazionale

 

 

Editoriale

Cristianesimi asiatici:

incontri postcoloniali

Gli storici del cristianesimo sono concordi nell’affermare

che, prima della fine del I secolo, la fede cristiana aveva raggiunto

persino l’India e la Cina. È poi storicamente documentato

che un certo Teofilo, inviato dall’imperatore Costantino in

«altre parti dell’India» nel 354, avesse incontrato un gruppo

di cristiani in ascolto «della lettura del vangelo, in posizione

seduta», la qual cosa urtò la sua sensibilità ariana1. Oppure si

può citare la calda accoglienza riservata, nel 635, ad Alopen,

missionario occidentale, da parte dell’imperatore cinese Taizong,

della dinastia Tang, la cui amministrazione tollerante

ammetteva il cristianesimo2. Alopen non fu il primo cristiano

a mettere piede in Cina, poiché molti cristiani già da diverso

tempo commerciavano lungo la Via della Seta.

Tuttavia, questa direttrice storica asiatica è poco nota, perché

la storiografia dominante del cristianesimo è sempre stata

eurocentrica. La maggior parte dei libri di storia utilizzati nei

seminari riporta una divisione in tre scansioni temporali: epoca

antica (ebraica-greca), epoca medioevale (europea) ed epoca
moderna (espansione coloniale). Quest’ultima corrisponde alla

“nuova epoca della missione mondiale”, in cui America latina,

Africa e Asia fanno il loro ingresso nella narrazione cristiana.

Ciò che viene omesso in questa narrazione è il fatto che

durante il primo millennio, esistevano già espressioni differenti e

mature e vivaci del medesimo cristianesimo in tutte le principali

culture del mondo antico: quella romana ma anche quelle mediterranea,

persiana, cinese, indiana, armena, araba, africana ecc.3.

L’Oriente cristiano, per esempio, è stato cancellato dalla

storiografia dominante, visto che i cristiani di quelle terre sono

stati etichettati come eretici o scismatici – ariani, nestoriani o

monofisiti – e, nel nostro secolo, li riteniamo addirittura delle

nullità, quasi fossero stati spazzati via con la forza. Così, il

cristianesimo asiatico è divenuto «un cristianesimo perduto»4.

Ma non si può negare che, agli inizi, esso fosse più radicato

in Asia e nel Nord Africa che non in Europa; e che «soltanto

dopo il 1400 circa l’Europa (e l’europeizzato Nord America)

divennero infine il cuore del cristianesimo»5. Tramite diverse

forze esterne di natura politica, militare, religiosa e culturale,

il cristianesimo è stato quasi del tutto eliminato dal continente

asiatico, a partire dal XIV secolo. Pertanto, esso prese ad essere

automaticamente considerato come “europeo”: «L’Europa

era l’unico continente dove non era stato distrutto. Gli eventi

avrebbero potuto avere uno sviluppo ben diverso»6.

È con lo spirito di voler recuperare le voci perdute dei

cristianesimi asiatici che Concilium intraprende questo dialogo

con i teologi asiatici. In questi confronti si è consapevoli

che, lungo tutto il corso della storia, il cristianesimo in Asia e

ovunque ha incontrato diverse voci, fedi, economie, culture e […]


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