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Chi oserà dire io credo?

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Descrizione

Cosa accade quando l’incredulità incontra la fede? I due mondi sono destinati a entrare in conflitto o possono arricchirsi vicendevolmente? All’amico Janouch, che lo interrogava su Cristo, Kafka rispondeva: «È un abisso di luce, bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi». Lo scrittore franco-rumeno Emile Cioran, che si dichiarava di “professione atea-“, confessava di continuare a spiare Dio e, disarmato, annotava: «Quando voi ascoltate Bach, vedete nascere Dio. Dopo un oratorio, una cantata o una Passione, Dio deve esistere. Pensare che tanti teologi e filosofi hanno sprecato notti e giorni a cercare prove sull’esistenza di Dio, dimenticando la sola!». In questo testo il cardinale Ravasi affronta, con la cultura e la sensibilità che gli sono proprie, i molteplici ambiti in cui avviene questo possibile incontro. Un libro forse rivolto più ai non credenti che ai credenti, capace di tracciare prospettive che non mancheranno di interrogare i primi come i secondi. Quando la fede incontra l’incredulità. Navigazioni nell’orizzonte della fede in compagnia del cardinal Gianfranco Ravasi.

 

PREFAZIONE

Il tema della fede si può ignorare. ma non evitare. Spesso, infatti. incrocia la strada persino di quelli che stanno andando altrove. San Paolo. che pure di questo era ben consapevole. si stupiva ancora leggendo e citan­do Isaia mentre scriveva ai Romani: «Isaia arriva fino a dire: Sono stato trovato anche da quelli che non mi cer­cavano, mi sono manifestato anche a quelli che non mi invocavano» (10.20). In piena rivoluzione sovietica. nel 1918, Aleksandr Blok componeva il poema I Dodici e nel diario era costretto ad annotare: «Quando l’ebbi fi­nito, mi meravigliai io stesso: perché mai Cristo? Dav­vero Cristo? Ma più il mio esame era attento; più distin­tamente vedevo Cristo. Purtroppo Cristo. Purtroppo proprio Cristo!».

In chiusura dell’Anno della fede questo libro vorreb­be presentare — attraverso un’attenta scansione per tap­pe tematiche, a mo’ di incursione discreta e affascinata nei variegati campi della cultura — un’esplorazione di quegli orizzonti in cui l’incredulità si incontra o si scon­tra con la fede, reagendo nelle forme più diverse. Basta­no solo due testimonianze suggestive. All’amico Ja­nouch, che lo interrogava su Cristo, Kafka rispondeva: «È un abisso di luce, bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi». Lo scrittore franco-rumeno Emil Cioran, che si dichiarava di “professione atea”, confessava di continuare a spiare Dio e, disarmato, annotava: «Quan­do voi ascoltate Bach, vedete nascere Dio. Dopo un oratorio, una cantata o una Passione, Dio deve esistere. E pensare che tanti teologi e filosofi hanno sprecato notti e giorni a cercare prove sull’esistenza di Dio, di­menticando la sola!».

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

LA NAVIGAZIONE DELLA FEDE

niziamo la nostra ideale navigazione nell’orizzonte immenso della fede con l’esperienza dell’apostolo Pao­lo lungo la via per Damasco. Essa ci fa comprendere in modo nitido che la fede non è solo una questione dell’uomo, ma anche di Dio. È lui che si mette sulle vie dell’umanità e si para innanzi alla sua creatura: sta alla persona, con la sua libertà, fermarsi o scansarlo o igno­rarlo. Emblematica è la scena folgorante dell’Apocalis­se (3,20), ove Cristo sta alla porta e bussa. Se non pas­sasse, noi resteremmo chiusi nella stanza della nostra storia e della nostra razionalità.

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