Descrizione
L a comparsa del movimento dell’osservanza francescana in Sicilia è
un problema che solo di recente si è incominciato a esaminare in maniera
scientifi ca. Gli studi maturati nel corso della prima metà del ventesimo secolo,
anzitutto quelli fi oriti all’interno degli ambienti culturali del medesimo
ordine francescano siciliano (ofm), miravano a presentare questa forma
di vita radicata nell’isola già a partire dalla metà del Trecento, a opera
di frate Michele da Piazza e di un anonimo manipolo di religiosi. Di questo
avviso era Agostino Gioia, un frate dell’ex Provincia Osservante dell’Immacolata
Concezione (Val di Mazara), il quale, in un contributo edito nel
1940, asseriva che, «in Sicilia, l’Osservanza fece sentire i suoi primi vagiti
nel convento di Piazza Armerina, ove brillava di casta luce il concittadino
P. Michele».1 Lo storico francescano, sulla scorta di alcune notizie riportate
da frate Pietro Tognoletto2 e da Rocco Pirri,3 restituiva inoltre l’elenco dei
primi conventi osservanti fondati in Sicilia prima del rientro nell’isola del
beato Matteo di Agrigento, avvenuto quasi sicuramente nel 1425. Il convento
di s. Maria di Gesù di Piazza (Armerina), insieme a quelli di Ferla, Modica,
Catania e Nicosia furono enumerati da Agostino Gioia e da Ambrogio
Cardella (altro frate e storico dell’ex Provincia Osservante dell’Immacolata
Concezione di Val di Mazara), quali prove inconfutabili per dimostrare
che «molto prima dell’epoca del b. Matteo, l’Osservanza aveva fi ssate
le sue radici nel fertilissimo Regno di Sicilia».4 Il ruolo assegnato al beato
Matteo da parte dei due storici francescani siciliani, che si rifacevano
alle parole di Vito Maria Amico, era quello di propagator del movimento
dell’osservanza nell’isola.
Un contributo fondamentale per lo studio del beato Matteo di Agrigento
e di conse guenza per le indagini sulle origini e sull’espansione del movimento
dell’osservanza in Si cilia giunse da un altro frate siciliano, Agostino
Amore ofm, un religioso intimamente le gato alle vicende del francescanesimo
isolano e in generale alla storia del cristianesimo della sua regione,
ma, al contrario dei due storici precedenti, formatosi a Roma in primis presso
il Pontifi cio Ateneo Antoniano e poi al Pontifi cio Istituto per l’archeologia
cristiana e dunque alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di
Roma La Sapienza.5 Agostino Amore, a metà del Novecento, riuscì a rintracciare,
all’interno dell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona,
un con sistente corpus di documenti relativi alla corrispondenza che il beato
Mat teo intrattenne con i sovrani iberici.6 Alcuni anni dopo …





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