Descrizione
Sommario
L’autore restringe la sua ricerca su di un tema di per sé molto vasto, prendendo come punto di partenza il brano sulla gioia in Gv 15,1-11 per poi riflettere sulle beatitudini in Matteo. La gioia promessa da Gesù ai discepoli è un «frutto» che deriva dal mettere in pratica e custodire le sue parole, in modo che ci sia una reciproca «immanenza» tra Maestro e discepolo credente. La gioia nasce dal fatto che Gesù ha amato per primo e continua ad amare i discepoli. Delle beatitudini presenti nel testo di Matteo si mette in evidenza che sono rivolte al futuro, fondate sulla speranza che Dio mantiene le sue promesse. Non si tratta però di una felicità «alienante», proiettata nel futuro e nell’aldilà, ma di un lieto messaggio che già qui e ora si può realizzare, perché il cristianesimo è essenzialmente una «religione della gioia».





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