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Il capitolo generale di Pisa 1263

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COD: 469241125 Categoria:

Descrizione

L’origine del Capitolo dell’Ordine Francescano va ricercata nel quadro

dei primi incontri che la peculiare forma di vita della nascente fraternità

comportava per spontanea esigenza. Tommaso da Celano nella sua prima

biografi a di san Francesco così racconta questi incontri, il loro scopo e

la loro articolazione:

Ma passato breve tempo, san Francesco, desiderando di rivederli tutti, pregò

il Signore, il quale raccoglie i fi gli dispersi d’Israele (Is 11,12), che si degnasse

nella sua misericordia di riunirli presto. Prendendo il cibo insieme manifestano

calorosamente la loro gioia nel rivedere il pio pastore e la loro meraviglia

per aver avuto il medesimo pensiero. Raccontano poi i benefi ci ricevuti

dal misericordioso Signore e chiedono e ottengono umilmente la correzione e

la penitenza dal beato padre per le eventuali colpe di negligenza o di ingratitudine.

Allora il beato Francesco, stringendo a sé i fi gli con grande amore, cominciò

a manifestare a loro i suoi propositi e ciò che il Signore gli aveva rivelato

(1Cel 30)2.

È ora il momento di concentrare l’attenzione soprattutto sull’Ordine che Francesco

suscitò col suo amore e vivifi cò con la sua professione. Proprio lui infatti

fondò l’Ordine dei frati minori, ed ecco in quale occasione gli diede tale

nome. Mentre si scrivevano nella Regola quelle parole: «Siano minori», appena

l’ebbe udite esclamò: «Voglio che questa Fraternità sia chiamata Ordine dei

frati minori» (1Cel 38)3.

Avendo disprezzato tutte le cose terrene ed essendo immuni da qualsiasi amore

egoistico, dal momento che riversavano tutto l’affetto del cuore in seno alla

comunità, cercavano con tutto l’impegno di donare perfi no se stessi per venire

incontro alle necessità dei fratelli. Erano felici quando potevano riunirsi, più felici

quando stavano insieme; ma era per tutti pesante il vivere separati, amaro

il distacco, doloroso il momento dell’addio (1Cel 39)4.

La crescita del numero dei frati porta un cambiamento e gli spontanei

incontri divennero annuali. Già nel 1216 Giacomo da Vitry afferma che:

Gli uomini di questa «religione» con notevole vantaggio convengono una volta

l’anno nel luogo stabilito per rallegrarsi nel Signore e magiare insieme. Qui,

avvalendosi del consiglio delle persone esperte, formulano e promulgano le loro

leggi sante e confermate dal signor papa5.

Nel 1217 c’è l’istituzione delle province religiose proprio durante il capitolo

di Pentecoste. E ciò provoca la codifi cazione dell’obbligo del capitolo

triennale del Ministro generale con i ministri provinciali e del capitolo annuale

nelle province. Infatti la Regola non bollata del 1221 così prescrive:

Ogni anno ciascun ministro possa riunirsi con i suoi frati, ovunque piaccia a loro,

nella festa di san Michele arcangelo, per trattare delle cose che riguardano Dio.

Ma tutti i ministri che sono nelle regioni d’oltremare e d’oltralpe, vengano una

volta ogni tre anni, e gli altri ministri una volta all’anno al capitolo di Pentecoste

presso la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, a meno che dal ministro

e servo di tutta la fraternità non sia stato ordinato diversamente (Rnb XVIII)6.

Il Capitolo di Pisa celebrato a Pentecoste, il 20 maggio del 1263, fu il

XXII Capitolo generale, secondo notizie documentate e verifi cabili. Nel

1257 durante il Capitolo generale celebrato a Roma, Bonaventura da Bagnoregio

fu eletto ministro dell’Ordine Minoritico. Lungo il suo generalato,

tra il 1257-1274, convocò cinque capitoli, nel 1260 a Narbona, nel 1263

a Pisa, nel 1266 a Parigi, nel 1269 ad Assisi e nel 1272 a Lione.

Il Capitolo pisano ebbe un ruolo importante per la famiglia minoritica,

poiché toccò alcuni temi che fi no ad oggi hanno avuto le loro risonanze nella

storia dell’Ordine e non solo. Tuttavia, mancano gli atti capitolari, che non

si sono conservati e sono, fi no ad oggi, sconosciuti, se non nella sola parte

liturgica. In forza delle testimonianze indirette e, a volte, implicite, si possono

individuare quattro temi certi e un quinto di più diffi cile collocazione

storica. Si tratta delle seguenti problematiche: l’approvazione della Legenda

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