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La croce nell‘iconografia di Costantino ed Elena in Cappadocia

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Descrizione

In Cappadocia nel campo delle immagini – fra le origini d’età preiconoclasta e la fine del XIII secolo – l’amore verso la croce si manifesta singolarmente profondo, intenso e duraturo. L’autore intende presentare in modo specifico la raffigurazione della croce, «il segno di san Costantino», in rapporto alla coppia dei santi imperatori, Costantino stesso e la madre Elena. Di tale iconografia vengono considerate segnatamente tre tipologie, segnalando come esse, nella provincia limitanea di Cappadocia non si configurino semplicemente quale espressione di devota memoria religiosa, ma assumano un valore di vitale attualità. Esemplare in tal senso appare la chiesa di Çavuin, dove le figure di Elena e Costantino quasi si rispecchiano in quelle di Teofano e Niceforo Foca, il nuovo Costantino, che aveva ripreso al dominio islamico città care al mondo cristiano, quali Tarso e Mopsuestia, recuperandovi le reliquie della croce che vi erano custodite.

In Cappadocia with reference to sacred images – in the period from the origins of the iconoclastic age and the end of XIII century – the love towards the cross is peculiarly deep, intense and durable. The author aims to present specifically the cross representation, «the St. Constantine sign», in connection with the couple of the holy emperors, Constantine himself and his mother Helen. As regards to such iconography, three typologies are especially taken into consideration, remarking that they, in the frontier district of the Cappadocia province, are not simply an expression of a devote religious memory, but assume a value of vital reality. In such as sense appears to be exemplary the church of Çavuin, where the images of Helen and Constantine almost reflect themselves in those of Theophanu and Nikephoros Phokas, the new Constantine, who had taken up again from the Islamic domination cities dear to the Christian world as Tarsus and Mopsuestia, recovering the cross relics, which were there preserved.

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