Descrizione
Nella sua vasta opera di ricostituzione del pensiero euroasiatico, Henry Corbin procedette non solo come storico delle religioni, e neppure solo come filosofo, ma anzi tutto come gnostico, alla ricerca d’un sapere più originario della filosofia, propriamente metafisico, e trascendente l’identità fra l’Essere e il Pensare. Di quel tentativo il presente volume studia alcune espressioni. La parte prima tratteggia la nozione di Eurasia come orizzonte della ricerca corbiniana e delinea la questione metodologico-esegetica del rapporto fra Corbin e gli autori trattati (“contemporaneità fenomenologica”), ponendo in rilievo l’unità della sua opera. La parte seconda confronta la nozione arabo-persiana di Barzakh con quella buddhistica di Bardo, entro la peculiare categoria di Mundus imaginalis; alla…
Nella sua vasta opera di ricostituzione del pensiero euroasiatico, Henry Corbin procedette non solo come storico delle religioni, e neppure solo come filosofo, ma anzi tutto come gnostico, alla ricerca d’un sapere più originario della filosofia, propriamente metafisico, e trascendente l’identità fra l’Essere e il Pensare. Di quel tentativo il presente volume studia alcune espressioni. La parte prima tratteggia la nozione di Eurasia come orizzonte della ricerca corbiniana e delinea la questione metodologico-esegetica del rapporto fra Corbin e gli autori trattati (“contemporaneità fenomenologica”), ponendo in rilievo l’unità della sua opera. La parte seconda confronta la nozione arabo-persiana di Barzakh con quella buddhistica di Bardo, entro la peculiare categoria di Mundus imaginalis; allarga poi le conclusioni raggiunte all’indagine della connessione fra instante e tempo, in rapporto con la nozione angelologica e mentalistica di Tempus discretum, dove la Persona ritrova l’integrità originaria.





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