Descrizione
Sperimentando la necessità di proseguire il percorso
tracciato dal movimento liturgico e dalla riforma
liturgica conciliare, a partire dall’anno pastorale
2010-2011 la diocesi di Roma ha ideato e messo
in atto un progetto pastorale che coniuga insieme
liturgia, catechesi e carità. Il progetto, che ha come
fine quello di creare una “convivenza armonica” tra
teologia liturgica e prassi liturgica in vista di una
partecipazione attiva e cosciente alla celebrazione del
mistero di Cristo da parte di pastori e fedeli, è ancora
in via di evoluzione. Qui si presenta lo sviluppo progettuale
dell’itinerario, tenendo conto delle esigenze
emerse e delle prospettive aperte appunto per la Diocesi
dal papa Benedetto XVI e dal cardinale Vallini.
Premesse
La diocesi di Roma, che presiede nell’amore, a partire
dall’anno pastorale 2010-2011 ha ideato e
messo in atto un progetto pastorale che coniuga insieme
le tre linee guida classiche: liturgia, catechesi
e carità. Il percorso iniziale e le sue prosecuzioni sono state
tracciate nel contesto di una riflessione condivisa dei pastori e
dei battezzati e ha messo in luce le priorità e le esigenze della
comunità diocesana. Questo studio vuol presentare lo sviluppo
progettuale dell’itinerario e proporlo non come modello assoluto,
ma piuttosto come prototipo imitabile su cui riflettere per
elaborare itinerari simili, sia a livello di metodologia di studio e
analisi di una situazione pastorale, sia a livello di applicazione
delle scelte emerse e condivise. Il percorso elaborato in sede di
progettazione pastorale può essere utile agli studiosi di liturgia
e pastorale per esaminare l’applicazione di principi teologici,
scaturiti dalla riflessione accademica e scientifica, alla prassi
pastorale della vita di una diocesi concreta, al fine di favorire
l’incremento della vita di fede. L’angolo di osservazione privilegiato
è quello della dimensione pastorale della liturgia: un
criterio che scaturisce da una attenta lettura della Costituzione
Liturgica, a cinquant’anni dalla sua promulgazione1. A questo
proposito, la definizione classica di pastorale liturgica si può reperire
nel contributo di A.M. Roguet, in cui egli scrive: «Poiché
la pastorale è l’arte di governare, istruire e santificare il popolo
fedele, la pastorale liturgica è la parte di quest’arte che consiste
nel farlo partecipare attivamente e coscientemente alla
celebrazione del culto, affinché attinga alla sua fonte il vero
spirito cristiano»2. La liturgia, per sintetizzare in maniera forte
il primo capitolo della Costituzione Sacrosanctum Concilium, è
una realtà in cui i due elementi – teologia liturgica e prassi
pastorale – non sono più riconoscibili, perché hanno dato vita
a un’esperienza, quella celebrativa, che non lascia intravedere
più le singoli componenti, perché è diventata “fatto nuovo”, è
la liturgia della Chiesa3. Sembra invece che persista ancora uno
squilibrio tra la riflessione sulla liturgia (o meglio forse sulla
teologia liturgica), talvolta trattata come dimensione teorica e
astratta, e la prassi pastorale, apparentemente umile e approssimativo
tentativo di applicazione di quei principi elevati.
Volendo offrire una sintesi di tutto il percorso di formazione
liturgica proposto dalla diocesi di Roma negli ultimi
anni, si potrebbe proporre un titolo molto semplice: dalla riflessione
teologica alla prassi pastorale. In questo modo si introduce
nel cammino liturgico un concetto di movimento “da”
un punto “verso” un altro, quasi il moto di oscillazione di un
pendolo, che ha un perno fisso e oscilla lungo il suo tragitto.
Partire dalla riflessione per andare verso la prassi lascerebbe
pensare che esista una frattura tra la riflessione teologica e la
prassi pastorale e quindi siano da investigare le modalità per
creare una nuova “armonica convivenza”. Sembrerebbe esagerato
parlare di “frattura”, piuttosto oggi è sembrato necessario
elaborare un percorso, cioè maturare un itinerario che introduca i
frutti della riflessione teologica nella prassi pastorale, in modo
da garantire che ogni scelta pastorale, anzi tutta la prassi pastorale,
sia animata da una vera linfa di teologia, nello specifico
di teologia liturgica.
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