Descrizione
Editoriale
Caro salutis est cardo», che tradotto in italiano significa: «La carne è il cardine della salvezza». Queste parole di un autore cristiano del terzo secolo, Tertulliano, ci aiutano a sintetizzare le tre lettere di Giovanni, a cui è dedicato il nostro fascicolo di Parole di Vita.Ad essere precisi, noi ci soffermeremo praticamente solo sulla prima lettera; le altre due sono così brevi… Pur essendoci differenze fra loro, si può affermare – senza dover dare troppe spiegazioni – che insieme al Vangelo secondo Giovanni compongano un corpus letterario, cioè un gruppo di scritti che fanno riferimento allo stesso ambiente di origine: quelle comunità dell’Asia minore, nella zona di Efeso, che si rifanno alla testimonianza del «discepolo che Gesù amava». Siamo alla fine del primo secolo e la situazione non è delle più serene; un conflitto pesante sta dilaniando le comunità dall’interno: c’è chi sottolinea così tanto la divinità di Gesù (tratto tipico del Vangelo secondo Giovanni), da negare la sua vera umanità. C’è chi non professa «Gesù Cristo venuto nella carne», per dirla con il linguaggio della prima lettera (Maurizio Marcheselli). Come rispondere a una situazione così complicata e a rischio di rottura?Partiamo dal prologo della 1Giovanni, che si può leggere in parallelo a quello del Vangelo. «Il quarto evangelista, con il suo prologo poetico, aveva sentito il bisogno di raccontare un principio della buona novella che non fosse né per le strade della Galilea di Marco, né nelle grotte della natività di Matteo o Luca […]. Il “noi” di 1Giovanni, invece, deve in un certo senso rifare il percorso inverso, ritornare al presente, alla storia immediatamente trascorsa, alla concretezza del vissuto, perché nessuno neghi l’unità e la continuità tra quel principio eterno e questo principio storico della salvezza, toccato, vissuto, guardato, annusato» (Annalisa Guida). Giovanni risponde a chi nega la carne di Gesù, cioè la sua umanità, non solo con una riflessione cristologica, ma anche con inviti di tipo etico; perché il problema di chi negava l’incarnazione di Gesù era che si riteneva superiore e non tenuto a una vita morale (Claudio Doglio).Non dobbiamo comunque intendere la prima lettera di Giovanni come uno scritto unicamente polemico, in risposta a chi si stava allontanando dalla fede comune. Approfittando di questa situazione, l’autore della lettera ci presenta una luminosa trattazione del messaggio cristiano: Dio è luce e noi siamo invitati a camminare nella luce (Matteo Fossati). Dio è luce, ma la vittoria sulle tenebre non è ancora completa; i cristiani vivono tra amore del Padre e desideri del mondo, invitati a fare la scelta giusta affinché la luce vinca definitivamente (Davide Arcangeli). Dio è amore, ma è nell’amore fraterno (tutto da vivere!) che si può sperimentare la verità di una tale affermazione; in un amore fraterno che è il DNA della comunità cristiana (Cesare Mariano). Dio è amore: lo sappiamo perché ci ha amati per primo; e ci chiede, in cambio, di amare i nostri fratelli. C’è un solo comandamento: quello di amare (Dionisio Candido).A questi articoli più strettamente esegetici, cioè di riflessione sul testo biblico, si aggiunge quello maggiormente teologico di Serena Noceti, che mostra come la “dottrina” della 1Giovanni offra spunti interessanti per il cammino ecumenico, che sta vivendo un periodo di transizione. Il «laboratorio biblico» rimane in scia invitandoci ad approfondire il «noi della comunità» (Valentino Bulgarelli). Insomma, la prima lettera di Giovanni è breve, ma non povera di suggerimenti!Continuando con le rubriche, «Bibbia on the web» di Annalisa Guida offre questa volta suggerimenti su Bibbia e didattica; perché «la Bibbia è almeno una letteratura e il Dio d’Israele è se non altro il più grande personaggio letterario di tutti i tempi», come scrisse Erri De Luca. L’«apostolato biblico» di Dionisio Candido continua con la lettura del documento della Pontificia commissione biblica, soffermandosi sull’uso della Bibbia nella pastorale. La «bibliografia ragionata» sulle lettere di Giovanni (a cura di Claudio Doglio) presenta titoli utili per l’approfondimento.Infine, «Bibbia e arte» che, ad essere precisi, ci accompagna fin dalla copertina del nostro fascicolo, con l’Ecce homo di Antonio Ciseri: la passione di Gesù è una specie di “promemoria” del suo amore per noi.Carlo Broccardo





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