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Catechesi giovanile

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Descrizione

Questo libro è la trascrizione di un ciclo di quella Catechesi giovanile che Padre Livio ormai da molti anni tiene ogni venerdì sera nella sede di Radio Maria a Erba, da settembre all’inizio dell’estate, individuando ogni anno un argomento che il suo intuito pedagogico e pastorale gli suggerisce come utile,dei suoi giovani amici.

L’argomento di questo ciclo è la tentazione: un argomento verrebbe da dire inattuale, se consideriamo il silenzio in cui è relegato dalla pastorale ordinaria e in particolare dalla formazione giovanile. Ma, ben consapevole di quanto sia grave e pericoloso questo oblio, Padre Livio sceglie il tema della tentazione e lo illustra compiutamente negli aspetti dottrinali e in quelli concreti. Sul piano teologico, facendo riferimento alla Scrittura e al Magistero, mette in evidenza la centralità di questa tematica nella vicenda dell’uomo singolo e nella storia della salvezza; sul piano della vita personale, fa riferimento all’esperienza universale della tentazione, del peccato, dell’infelicità che ne deriva e del pericolo mortale che esso rappresenta per il nostro destino eterno. Ma nella fede tutto si tiene, e questi temi si ampliano a una visione totale e rasserenante della nostra condizione: perché non si può parlare del mistero angoscioso del male, di satana e dell’impero delle tenebre, senza parlare dell’amore misericordioso di Dio, del destino di felicità eterna che Egli non smette di offrirci, della vittoria di Gesù su satana, della positività che Dio conferisce persino alle nostre cadute, dell’accompagnamento di Maria nelle nostre perigliose vicende.

 

PRESENTAZIONE
di Maria Luisa Cigada

Questo libro è la trascrizione di un ciclo di quella Catechesi giovanile che Padre Livio ormai da molti anni tiene ogni ve­nerdì sera nella sede di Radio Maria a Erba, da settembre al­l’inizio dell’estate, individuando ogni anno un argomento che il suo intuito pedagogico e pastorale gli suggerisce come utile, o meglio necessario, alla crescita spirituale dei suoi gio­vani amici.

Naturalmente, passando dalla voce alla forma scritta, molto si perde della vivacità con cui l’Autore espone il tema: nel cor­so di ogni incontro, nelle parole di Padre Livio affiorano ricor­di personali, aneddoti, battute, scintille d’ironia, sapide inven­zioni di nuovi termini: non tutto si può fissare sulle pagine di un libro. Ma, al di là della forma immediata e brillante di que­ste Catechesi, il motivo dell’affezione e della fedeltà con cui i giovani le seguono è la rilevanza dei temi trattati: temi che interpellano profondamente l’anima di ognuno, con una chia­rezza dottrinale senza sconti e con una concretezza esperien­ziale da cui nessuno può chiamarsi fuori.

L’argomento di questo ciclo è la tentazione: un argomento verrebbe da dire inattuale, se consideriamo il silenzio in cui è relegato dalla pastorale ordinaria e in particolare dalla forma­zione giovanile. Ma, ben consapevole di quanto sia grave e pe­ricoloso questo oblio, a cui molti altri ne sono associati in alcu­ni settori della Chiesa, Padre Livio lo sceglie e lo illustra com­piutamente negli aspetti dottrinali e in quelli concreti. Sul piano teologico, facendo riferimento alla Scrittura (specialmente alla Genesi e al Vangelo) e al Magistero, mette in eviden­za la centralità di questa tematica nella vicenda dell’uomo sin­golo e nella storia della salvezza; sul piano della vita personale, fa riferimento all’esperienza universale della tentazione, del peccato, dell’infelicità che ne deriva e del pericolo mortale che esso rappresenta per il nostro destino eterno: e sono paro­le che incidono a fondo nell’anima di chi non rifiuta di ascol­tarle.

Ma nella fede tutto si tiene, e questi temi si ampliano a una visione totale e rasserenante della nostra condizione: perché non si può parlare del mistero angoscioso del male, di satana e dell’impero delle tenebre, senza parlare — molto più a lungo, e con una gratitudine sconfinata — dell’amore misericordioso di Dio, del destino di felicità eterna che Egli non smette di of­frirci, della vittoria di Gesù su satana, della positività che Dio conferisce persino alle nostre cadute, dell’accompagnamento di Maria nelle nostre perigliose vicende. Se è vero che il male ci assedia e spesso ci sopraffà, come non essere rinfrancati dal­la constatazione che possiamo rialzarci più forti dalle nostre cadute? Come non sentirci rinascere, seguendo il consiglio di perdonare a noi stessi, per accogliere con felice umiltà il per­dono del Signore?

E alla fine viene da dire: di quanta gioia, di quanta pace e speranza si priva chi, davanti a tanto Bene, si « cementifica» nell’indifferenza o in un amaro, ostinato rifiuto!

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

LA VITA È UN’OCCASIONE UNICA

La presenza di Maria a Medjugorje, segno di gioia e di eternità

Anche questa sera saluto il folto gruppo di giovani che par­tecipa alla catechesi: complimenti! Ci sono ancora ragazzi che cercano il senso della vita. Meglio cercarlo quando si è giova­ni. Non si può arrivare alla fine della vita senza sapere perché si è stati al mondo.

Intanto iniziamo questo ciclo di catechesi affidandoci a Maria: siamo in un momento di intense feste mariane: otto, dodici, quindici settembre: natività di Maria, nome di Maria, festa dell’Addolorata. Non posso nascondere la mia soddisfa­zione: secondo i progetti del diavolo questa estate, dopo tutto quello che è successo a Medjugorje, si pensava che non ci sa­rebbero stati più pellegrini, invece il festival dei giovani ha re­gistrato un aumento di partecipanti del 10-15% e si è arrivati a 620 sacerdoti concelebranti! E il giorno dell’Assunta il nu­mero degli italiani è stato circa il doppio dell’anno scorso: in­fatti la Messa per gli italiani, che l’anno scorso era stata cele­brata nel capannone che contiene circa 3000 persone, invece ha avuto luogo nella grande spianata, e questa addirittura non bastava: questa è stata la risposta degli italiani al clamore dei giornali!

La gente va a Medjugorje perché c’è la Madonna, è attirata dal suo amore materno, fa l’esperienza che il cielo non è lon­tano, percepisce la presenza della felicità e della pace. Per esempio, la sera del 14 agosto, all’apparizione per il gruppo di Ivan a cui potevano partecipare i pellegrini, c’erano dieci-quindicimila persone che salivano con i lumini sulla montagna sotto il cielo stellato. La Madonna è apparsa, era vestita in mo­do splendido, circondata da angeli. In questi momenti tu sen­ti che il cielo si apre, non è lontano.

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