Descrizione
Il volume propone per la prima volta al grande pubblico l’opera del pittore Emilio Filippini (1870-1938), un artista schivo, lontano dalle avanguardie, che operò per una quarantina d’anni a Cattolica. Filippini espose poche volte e a malincuore la propria produzione, frutto di una meditazione solitaria sulla natura, sugli effetti della luce, sull’incanto del colore: una pittura di notevole impegno formale e di qualità sempre molto alta, che rifiuta i grandi formati per affidare soprattutto a piccoli fogli dipinti a pastello pensieri sereni e severi, meditazioni sulla natura, sul paesaggio, sugli uomini e sugli animali. Pittura lirica, dunque, nel filone della grande pittura di paesaggio veneta e lombarda; e moderna in quanto evita l’aneddoto così come la celebrazione e la denuncia, facendosi bensì pura forma, puro colore splendente di luce, consapevole di esprimere un sentimento universale di poesia





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